
Babilonia era una antica città della Mesopotamia. Oggi è l'Iraq, il luogo dello scontro fra i due mondi. È il primo esempio di metropoli moderna e fu un luogo sacro: Babele in ebraico significa "Porta di Dio" (Bab-El).
Molti anni dopo, è simile alla Porta di Dio la ricerca di sé che passa attraverso la musica dance. Ma Babylon ha anche a che fare con la summer of love del 1967. Quelle doors of perception che ci ricordano tanto Bab-El.
Cosa c'entra tutto questo con il nostro programma?
Gli abitanti di Babele avevano evidenti manie di grandezza, tant'è che un giorno decisero di costruire una torre così alta da potersi avvicinare a Dio. Il Signore decise di punirli, e fece sì che ciascun abitante parlasse una lingua diversa dagli altri.
Da qui il detto "è una Babilonia", ad indicare una gran confusione.
In Babylon ci sarà dentro tutto il più bello.
Il Sabato, tutti i migliori suoni nuovi della musica elettronica, parole ridotte al minimo, i mix dei suoi principali protagonisti. La selezione di Carlo Pastore, al microfono, sarà suonata live da ELISA BEE.
La domenica, invece, spazio all’altro lato della musica dance, quello opposto e complementare in questa ricerca dell’oltre. Session alla John Peel, band nuove dal mondo, lingue diverse, generi diversi: Carlo Pastore presenta una selezione ispirata a libri, film, esperienze di sottocultura giovanile. Un appuntamento soffuso, poetico e nuovo con cui chiudere una settimana e aprirne un'altra.